Detlef R.

detlef primo pianoDetlef R. (nato il 18 maggio 1960) è il fidanzato di Christiane negli anni raccontati dal libro. E’ figlio unico e i suoi genitori sono divorziati. Come la sua ragazza, era tossicodipendente e dedito alla prostituzione. Nel libro si racconta che Detlef vive in un appartamento di Axel, un suo amico (anche lui tossicodipendente, che morirà di overdose nel 1977) nella periferia di Berlino.  Christiane descrive in modo molto efficace una dolcezza che sembra stridere in modo forte con il genere di vita condotto dal giovane.

Le ultime notizie che si hanno di lui nel libro parlano di un suo momentaneo collasso dopo un’iniezione di eroina e di un arresto da parte della polizia. La sua unica apparizione pubblica che segue ai racconti del libro è rappresentata dall’intervista nello speciale a cura dello Spiegel del 1995 dedicato all’evoluzione delle diverse storie dei ragazzi dello Zoo di Berlino. Secondo quanto si evince da questa intervista, Detlef si sarebbe disintossicato dall’eroina dal 1980, dopo aver eseguito un trattamento in Svezia.

Si evince inoltre che fino al 1995 viveva con la sua compagna a Berlino e due figli, lavorando come autista di autobus per una cooperativa sociale di persone diversamente abili e svolgendo attività di volontariato. A proposito della sua relazione con Christiane, ha affermato che essa sarebbe stata basata più sulla tossicodipendenza (da lui definita un “peccato di gioventù”) che su un vero e proprio legame affettivo.

Nell’intervista del 1995 Detlef appare tranquillo e ormai lontano da quegli anni. Dei ragazzi dello Zoo di Berlino appare quello che maggiormente è riuscito a distaccarsi dal suo passato. Nonostante ciò, al termine dell’intervista, Detlef afferma che essere una volta drogato significa in fondo esserlo per sempre e che gli capita ancora di sognare, nei suoi incubi, l’esperienza con l’eroina.

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